Quest’anno, come negli ultimi anni, abbiamo deciso di trascorrere le festività pasquali sull’altopiano di Asiago, cambiare aria e tornare sulle nostre amate prealpi venete. Prima di partire, abbiamo dato un’occhiata al meteo e, nonostante le condizioni atmosferiche previste non fossero incoraggianti, pioggia con addirittura la possibilità di vedere nevischio, ho caricato in macchina la mia amata mountain bike.
Asiago è la patria per gli amanti delle “ruote grasse”, sentieri in mezzo ai boschi ed alla natura, belle salite sullo sterrato ed itinerari che fanno gola a qualsiasi appassionato della MTB. Il sabato arrivati in appartamento, complice un piccolo problema con il boiler, non c’è stato più il tempo per una breve scampagnata, riponendo le speranze al giorno successivo. Il giorno di Pasqua le nubi minacciose non sono incoraggianti, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.
Me la prendo un po’ con calma ed alle 10.15 parto per la mia escursione in mountain bike. Il freddo è abbastanza pungente, il vento quasi gelido e le nuvole belle scure. Scrutando dei nuvoloni neri quasi sotto la mia testa, dopo appena mezz’ora decido di tornare indietro, decisione saggia, iniziano a cadere delle palline bianche, mi sembra grandine, ma “esaminandole attentamente” si tratta di neve. Trovare la neve a Pasqua non mi era mai accaduto prima, ma con il tempo imprevedibile di questi ultimi tempi, non ci si sorprende più di niente.
L’inverno è stato terribile per gli impianti di risalita dell’altopiano, che a fatica sono riusciti ad aprire, soprattutto grazie alla neve artificiale, come alle Melette 2000 o al Monte Verena. Alle 11 entro dentro casa, per circa un’ora continua a nevicare, l’altopiano si tinge di bianco e tutti restiamo un increduli di fronte a questo fenomeno atmosferico un po’ imprevisto il giorno di Pasqua, anche se siti come ilmeteo.it avevano dato la possibilità di nevischio.
Finalmente verso l’una spunta il sole e grazie al suo calore scioglie parzialmente la neve caduta, ma il mio giro in mountain bike verrà posticipato a data da destinarsi, perché il forte vento che soffia non mi incoraggia ad uscire nuovamente.



