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Archivio articoli della categoria ‘Racconti di viaggio’

Purtroppo arriva anche l’ultimo giorno a Parigi, ebbene sì, oggi si torna. La giornata inizia con una lite con il trolley che si rifiuta di contenere tutto quello che ci vogliamo infilare dentro. Dopo una fatica immane ce la facciamo, saldiamo l’hotel e salutiamo il simpatico congierge.

Appena usciti ci rendiamo conto che il tempo atmosferico non è dei migliori, dopo poco inizia a piovere ed ovviamente gli ombrelli sono dentro il trolley! Giriamo un po’ la parte di quartiere che ci manca tra la Sorbonne e il Pantheon, costeggiamo i Jardin du Luxembourg, come sarebbe bello se fosse già primavera. Invece il vento freddo e la pioggia ci ricordano che non è così.

Ci rifugiamo in un cafè e decidiamo di incamminarci per l’aeroporto. Per nostra fortuna è grande e confortevole, ci gustiamo una buonissima baguette ed andiamo a rilassarci nei salottini delle sale d’imbarco, dove tra un pisolino e qualche chiacchierata ci assale la malinconia del ritorno.

L‘esperienza parigina si conclude con un volo comodo ed in perfetto orario che ci riporta a casa senza intoppi.

Un saluto a tutti i lettori del blog, con la promessa di ritornare sulle rive della Senna però, non prima di aver visto altre incantevoli capitali. Oramai siamo diventati degli esperti viaggiatori fai da te. (Non ce ne vogliano gli operatori).

Alla Prossima!! Miky & Gio

Il giorno degli innamorati a Paris, che romantico!

Decidiamo di battere la coda sul tempo e dopo aver fatto colazione in un tipico Cafè Parisien con un laitpuccino disgustosamente dolce, alle 9.45 siamo già in fila per salire sulle Torri di Notre Dame. Il biglietto costa 8 euro e ci dicono che la torre più alta è chiusa ma decidiamo comunque di affrontare la scalata per godere del panorama circostante.

La salita è faticosa, circa 400 gradini che si srotolano intorno ad una scala a chiocciola, infatti è sconsigliata alle persone cardiopatiche alle donne incinta e a chi soffre di vertigine, io aggiungerei anche a chi soffre di claustrofobia viste le dimensioni anguste dei passaggi. Ma una volta in cima, beh, mozzafiato in tutti i sensi.

Siamo nel regno di Quasimodo, il famosissimo “Gobbo di Notre Dame” e allora come non andare a visitare la campana “emanuelle”, la torre che la ospita è interamente in legno e finalmente abbiamo capito perché Quasimodo era gobbo. La visita tra salire e scendere richiede in tutto un ora.

Scendiamo nella metro e al costo di euro 8.90 compriamo un biglietto illimitato per un giorno con accesso alle zone da uno a tre così possiamo muoverci liberamente. Decidiamo di andare verso Montparnasse ma sbagliamo direzione e scopriamo così che tra la prima convalida e il riutilizzo del ticket devono passare almeno 8 minuti, buono a sapersi.

Montparnasse è una zona molto commerciale piena grandi magazzini dove, confidando nella capienza del nostro bagaglio a mano decidiamo di cogliere al volo i grandi affari offerti dai saldi.

Pranziamo in una catena di ristoranti bio l’exki dove troviamo piatti sani e rigorosamente verdi ad un prezzo mediamente economico.

Nel pomeriggio vogliamo visitare Montmartre con la sua collina e il Sacre Coeur. Riprendiamo la metro e scendiamo alla stazione di Abesses nota per la scalinata decorata dagli artisti, ancora scale…ci avviamo sempre rigorosamente a piedi verso la collina di Montmartre, la via pullula di negozietti di souvenir e centri arte, che visti così sono anche un po’ più economici rispetto al centro.

Arriviamo alla piazzetta degli artisti dove tra tele e colori abbiamo tutto il tempo di ammirarli creare splendidi ritratti e dipinti. Sediamo ad un caffè e veniamo avvicinati da un simpatico personaggio che per 10 euro ritaglia le silhouette dei nostri profili sulla carta, tradizione della piazza ci dice, o turisti boccaloni?

Sulla scalinata del Sacre coeur qualcuno suona qualcuno fa la statua altri palleggiano, e nonostante sia lunedì pomeriggio l’atmosfera è festaiola e si improvvisa sui gradini un karaoke che ricorda molto quello del Mauerpark di Berlino.

Dalla collina il panorama è davvero infinito, peccato non essere riusciti a salire sulla Tour Eiffel ma tra le torri stamattina e qui siamo stati ricompensati. Da veri malati di shopping non resistiamo alla tentazione di comprare qualcosa per noi e per i nostri cari: si va dai porta chiavi a forma di Tour Eiffel 10 per 3 euro al nasino portaocchiali ispirato dalle opere di Dalì 10 euro, alle tovagliette per la prima colazione, calamite, cartoline e stampe con cui faremo dei quadretti, tappettini per il mouse, borse per la spesa, penne, insomma si trova di tutto e di più e spesso i prezzi esposti sono più alti di quelli realmente pagati, chissà come mai.

Scesa la sera sulla collina non si può che completare la giornata con una veloce visita a Pigalle. Non ci sentiamo proprio tranquilli nonostante l’ora non sia così tarda così decidiamo di cenare in una piccola tavola calda cinese dall’aria familiare incontrata strada facendo.

L’impatto del quartiere a luci rosse non è così male anche se ci sono in giro certi ceffi! Tra locali di lap dance e spettacoli per soli uomini tra vetrine ammiccanti di lingerie e toysex raggiungiamo lo storico Moulin Rouge, ci facciamo giusto qualche foto e scendiamo a riprendere il metro verso “home latin“. Bonne Nuit Paris.

Riposati e rinfrescati scendiamo a far colazione in hotel, delle poche cose che servono a causa dieta non ne possiamo mangiare un granché, scegliamo un croissant con un po di caffè all’americana.

Uscendo l’aria è fresca, ma la giornata invita a star fuori e quindi decidiamo di affrontare ancora una volta Parigi a piedi, armati di cartina, scarpe comode e buona volontà ci dirigiamo a Notre Dame dove nel proseguire verso il Louvre incappiamo nel Marchè aux fleurs.

Le marchè aux fleursIncuriositi dalle colorate casettine che lo ospitano non possiamo trattenerci dall’entrare, scopriamo così che la domenica ospita non solo il mercato dei fiori ma anche quello degli uccelli. L’atmosfera è chiassosa e colorata ci si trovano prodotti tipici e l’aria profuma di lavanda e sapone di marsiglia, una vera chicca da non perdere!

Continuiamo e raggiungiamo il Louvre, dove la coda per entrare da sotto la famosa piramide di vetro si snoda intorno a tutta la piazza, entrare “mission impossible” poi davvero la visita di questo museo enorme richiederebbe l’intero tempo della nostra breve vacanza, decidiamo di fare qualche divertente foto e di passare oltre.

Attraversiamo il Jardin des Tuiliers fino a raggiungere Place de la Concorde con il suo famoso obelisco,  al quale fa da sfondo la ruota panoramica, siamo tentati di salire il biglietto costa solo 10 euro, ma speriamo di raggiungere presto altre vette e demordiamo.

Decidiamo di proseguire sugli Champs ElyseesChamps Elysees dove le ultime occasioni da saldo ci invitano ad entrare nei numerosi negozi per del convenientissimo shopping. Qui davvero si respira l’aria di Parigi capitale della moda e dal palazzo della Lois Vuitton alla scala luccicosa della Swarowsky certe cose si vedono solo qui.

Le proposte culinarie sono un po tutte molto costose e per la solita “salade” scegliamo il Quick, una catena di fast food tutta francese.

Nel pomeriggio, per la serie chi si ferma è perduto, ritentiamo l’avventura Tour Eiffel, da qui dovrebbe essere più corta. In effetti arriviamo alla torre, bellissima come sempre, anche qui la coda per salire non scherza e il freddo della sera entrante ci fa decidere di ripiegare su un giro in battello sulla Senna, très jolie! Il battello costa 11 euro a persona è tutto chiuso da un tetto trasparente è caldo e una voce guida svela i segreti della città eterna. Che dire, Parigi vista dalla Senna è davvero incantevole.

La tour EiffelDi ritorno alla torre dopo aver visto i ponti dall’acqua vogliamo vederli da vicino, dal Pont dell’Alma tristemente noto per la scomparsa di Lady D. al Pont Alexandre 3 tutto in stile barocco dal quale godiamo di una spettacolare vista della torre illuminata con migliaia di lucine al led che si accendono per 10 minuti ogni ora e che fanno l’effetto di tante stelle che si specchiano nella Senna.

La passeggiata è lunga e cerchiamo ristoro dentro il quartiere latino in una delle sue tante colorate viette piene di ristoranti e tentazioni. Ne scegliamo uno italiano “da pepone” che ci serve un’insalata bomba e una pizza per un prezzo giusto.

Andiamo a dormire stanchi ma soddisfatti per la nostra giornata parigina.